Scritta Su Cuncordu LussurzesuSeleziona Lingue - Select language
Titolo Il canto a Cuncordu
I canti popolari, eseguiti nei secoli passati per allietare le feste e le sagre paesane, tipiche della nostra regione, dove la caratteristica più importante del cantore era il buonumore, vennero influenzati dai canti monodici gregoriani, introdotti tramite le confraternite religiose, ed in particolar modo, dalla confraternita della Madonna del Rosario, nata nel 1605, sotto l'impulso dei frati Domenicani di Sassari, dando così origine ad un nuovo filone di canti, certamente più colto, che trova la sua massima espressione, nei canti della Settimana Santa (crocifissione e deposizione del Cristo), ove viene pretesa una esecuzione perfetta, che non lascia spazio ad improvvisazioni. Ed è appunto questo contatto tra i canti tradizionali popolari e i canti ufficiali della Chiesa, che ha determinato (questa è almeno l'ipotesi più accreditata) l'abbandono della tecnica gutturale, tuttora in uso alla maggior parte dei cori (tenores) della Barbagia. I cantori Lussurgesi, fino a poco tempo fa potevano essere divisi in due gruppi.


Santu Diegu (anni '50):
Vittoriu Mura, Salbadore Mura, Frantziscu Muscas, Paolinu Crabas


Da un lato i cantori facenti parte di quei cuncordos , che a discrezione del priore della confraternita del Rosario, che da sempre ha il compito di sovrintendere i riti della Settimana Santa, costituivano su cuncordu, che in quell'anno avrebbe accompagnato i riti pre pasquali con i canti, che tuttora vengono eseguiti, de "
su Miserere" ( Salmo 50-51 ) e "sa Novena" (Stabat Mater); tali cantori considerati una sorta di elite, non disdegnavano comunque i canti popolari, eseguiti senza l'uso della tecnica gutturale originaria, per quanto riguarda il basso il baritono, non conciliabile con la melodicità dei canti sacri, che sempre più andavano assumendo maggiore importanza, nella nostra comunità.

L'altro gruppo invece era composto da pastori e contadini, che praticavano un canto popolare, prettamente profano, più semplice, meno raffinato, sicuramente più arcaico, che pur subendo delle modifiche inevitabili, riguardanti la melodicità, dovute alle infiltrazioni dei canti sacri (cantigos de Kida Santa), conservava l'elemento gutturale primitivo giunto sino a noi con i canti de "
Sa Pastorina" e "Sos Muttos". Attualmente, ma già da almeno cinquant'anni, nel nostro paese, non vi sono delle differenze sostanziali di repertorio tra i cantori; tutti (esistono 4 cori "ufficiali", senza considerare coloro che pur non appartenendo ad un "cuncordu", si dilettano a cantare, informalmente con delle formazioni costituite per l'occasione), cantano sia sia i canti della Settimana Santa, che praticamente attribuisce a chi li esegue, se così possiamo dire, la "qualifica" di cantore, sia i canti profani (dai testi liberi di argomento satirico o amoroso), che lentamente stanno riacquisendo la giusta importanza.


Su Cuncordu de frades Marzeddos - S.Diego anni 50


Purtroppo non viene utilizzata la tecnica gutturale tipica dei canti popolari di un tempo, poichè qualsiasi coro che voglia avere considerazione all'interno dell'ambiente canoro Lussur gese deve cimentarsi nell'esecuzione dei canti religiosi, che come è stato detto mal si conciliano con i suoni gutturali. I canti lussurgesi, meno conosciuti rispetto a quelli cosiddetti a"tenores", da circa un decennio sono oggetto di grande interesse non soltanto da parte del vasto pubblico delle feste sarde, ma specialmente da parte dei più noti etnomusicologi italiani e stranieri, che all'unanimità hanno riconosciuto il prezioso patrimonio culturale in possesso ai vari "cuncordos".
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